[28/2/2007] - Una mano all´ambiente, una al sociale

Molti lavori vanno scomparendo, alcuni anche di piccola entità ma preziosi per l´intera comunità. Per coprire questo vuoto è nata a Seveso la cooperativa Dinamo, che si propone di combattere l´esclusione professionale e promuovere lavori socialmente utili.

Da gennaio questa Onlus - fondata a maggio 2006 dal sevesino Umberto Parmeggiani - si è attivata per svolgere in città alcune attività circoscritte alla gestione ambientale, generando posti di lavoro per soggetti svantaggiati.

Oltre all´apertura e chiusura dei parchi cittadini e alla manutenzione degli arredi urbani, la cooperativa Dinamo sta elaborando due studi che verranno pronti nel prossimo mese, uno sulla dezanzarizzazione (con strumenti innovativi e maggiormente efficaci) e il secondo sul trasporto dei rifiuti non urbani (rifiuti speciali, destinati a riciclaggio ma non contemplati dal normale servizio di raccolta).

"Il nostro obiettivo è duplice - ha spiegato Parmeggiani -, sia quello di riqualificare lavori umili e manuali, oggi al margine dell´economia, sia dar spazio a persone disagiate, perché soffrono di leggere malattie psichiche e depressive, o carcerati. Noi offriamo una situazione protetta di integrazione nel tessuto sociale, per una loro realizzazione personale".

Il progetto "Qualità dell´ambiente e dignità del lavoro a Seveso"  è partito con uno stanziamento di 14 mila euro che sarà portato a 27 mila alla fine del 2007. Attualmente l´organico della cooperativa - oltre ai quattro socie e a un lavoratore volontario - conta un disoccupato di lungo periodo  residente a Seveso a cui dovrebbe essere presto affiancato un soggetto svantaggiato individuato tramite specifico progetto di inserimento.

"Con questa esperienza - ha confermato Marzio Marzorati, assessore con delega ai campi ambientale e sociale - vogliamo unire l´aspetto di cura della persona attraverso il lavoro e  la valorizzazione relazionale, con quello della manutenzione della città. E´ un´occasione per tutti e anche per l´amministrazione sulla strada della sussidiarietà".

Silvia Galimberti