[15/10/2009] - Seveso al World Venice Forum 2009

Un pubblico numeroso e qualificato ha partecipato al "World Venice Forum 2009" che si è tenuto il 2 e 3 ottobre scorsi a Venezia nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale. La due giorni veneziana aveva l´obiettivo di rafforzare l´appello per l´istituzione della Corte Penale Internazionale per i reati contro l´ambiente.

Il percorso per l´istituzione della Corte nasce nel 2003 dove, con l´approvazione della "Carta di Venezia 2003", sono stati riaffermati alcuni importanti principi in tema di ambiente come quelli relativi alla compatibilità tra ambiente, produzione e lavoro e la necessità di impegno da  parte della politica di sperimentare, provare e adottare soluzioni indirizzate a garantire il rispetto degli ecosistemi e dei loro cicli riproduttivi.

Con il successivo documento, la "Carta di Venezia 2006", si è posto l´accento sulla tutela e sul "come" garantire una sanzione che potesse sancire in modo concreto il principio del "chi inquina paga".

Il "Forum 2009" ha rappresentato quindi l´occasione per rilanciare l´istituzione della Corte Penale Internazionale per i reati contro l´ambiente con l´illustrazione del relativo necessario iter politico-amministrativo attualmente in corso sia alle Nazioni Unite che all´Unione Europea.

All´appello hanno aderito personalità di tutto il mondo tra cui il presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, il ministro degli Esteri Franco Frattini e il primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero.

Durante i lavori tutti gli intervenuti hanno riaffermato la necessità della Corte  perché, come ha fatto rilevare nel suo intervento il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, ormai il problema dei reati contro l´ambiente è transnazionale e coinvolge diversi Stati soprattutto per lo smaltimento illegale dei rifiuti tossico-nocivi. Anche il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha sottolineato l´importanza di avere strumenti concreti per colpire chi inquina, adottando azioni che non siano solo repressive ma anche preventive, evidenziando così l´importanza della banca dati mondiale sui disastri ambientali quale strumento informativo di prevenzione rispetto alla compatibilità tra ambiente, produzione e lavoro.

Precauzione, prevenzione, responsabilità e attenzione. Questi sono stati i quattro concetti sviluppati dal sindaco di Seveso dottor Massimo Donati nel suo intervento di venerdì pomeriggio.

Accompagnato dalle fotografie dell´archivio fotografico Volpi e del Corriere della Sera il dottor Donati ha raccontato l´esperienza di Seveso partendo dal presente - Seveso oggi e il Bosco delle Querce - e ripercorrendo a ritroso la storia dell´incidente del 10 luglio 1976 e delle sue conseguenze.

"Una storia fatta di continuo dialogo tra passato e presente - ha affermato il sindaco proprio nel suo intervento -, perché la vicenda di Seveso ha insegnato come sia mancato il concetto di "prevenzione" e come sia fondamentale il concetto di "precauzione". Seveso, attraverso le vicende giudiziarie, ha delineato il concetto di "responsabilità" rispetto a chi ha prodotto il danno. Seveso oggi, con le  campagne di monitoraggio sanitario e la cura delle due vasche che contengono materiale inquinato da diossina, raccomanda il concetto di "attenzione". Seveso è  un simbolo mondiale per la tutela dell´ambiente perché ciò che è accaduto sia di insegnamento e monito e non a caso tre direttive europee in materia di controllo dei rischi industriali si chiamano "Direttiva Seveso".

Per questo - ha concluso il dottor Donati - la nostra storia, il materiale dell´archivio del Ponte della Memoria e l´esperienza della gestione del Bosco delle Querce insieme a Regione Lombardia saranno a disposizione della Corte Penale Internazionale per i reati contro l´ambiente di cui condividiamo pienamente l´obiettivo della sua istituzione, auspicando tempi rapidi per la conclusione dell´iter politico-amministrativo necessario".

A questo proposito, fondamentale è stato l´impegno assunto formalmente sabato 3 ottobre dall´on. Lapage, vicepresidente della commissione Ambiente del parlamento Europeo, per l´istituzione a breve della Corte Penale Europea, mentre la creazione della Corte Penale Internazionale per i reati contro l´ambiente dovrebbe essere inserita nella revisione, prevista per il 2010, dello Statuto  di Roma che ha già istituito la Corte Penale Internazionale per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l´umanità.

Nella foto: il dottor Massimo Donati insieme al presidente dello Iaes, il magistrato Antonino Ambrami