[26/11/2009] - Ricordi e testimonianze sulla Caduta del Muro

E´ stato un incontro di sicuro impatto emozionale, anche grazie alla testimonianza e ai ricordi Renato Farina.

L´assessore all´Istruzione e all´Educazione Luca Volpi ha proposto ai ragazzi di terza media di tutti gli istituti scolastici della città, un momento di riflessione per celebrare il 20esimo anniversario della caduta del muro di Berlino.

Un evento  considerato, a ragione, il simbolo della fine della Guerra Fredda tra Occidente ed Oriente, che ebbe inizio subito dopo la seconda guerra mondiale. Il muro, eretto nel 1961, ha rappresentato il senso di oppressione di un popolo. Il suo crollo, avvenuto nel 1989, è diventato l´emblema del desiderio di libertà dell´uomo.

"Grazie all´aiuto ed ai ricordi di un testimone che ha vissuto in prima persona quegli anni - sottolinea l´assessore - ho voluto proporre un momento di incontro, che, spero, possa aver aiutato gli studenti ad esprimere un giudizio più consapevole su ciò che ha rappresentato quel muro".

A conferma dell´importanza dell´evento le parole di Renato Farina, ex giornalista, attualmente scrittore, deputato del Pdl e parlamentare del Consiglio d´Europa: "Ogni totalitarismo rappresenta un annullamento dell´individualità, la negazione della libertà di essere".

Dopo la proiezione di un breve documentario che ha ripercorso le tappe della storia attraverso i filmati dei telegiornali Rai dell´epoca, Farina si è lasciato andare ai ricordi.

"Il 9 novembre del 1989 cadde il Muro di Berlino. Non è che cadde e basta. Fu proprio squassato, tirato giù, blocco di cemento per blocco di cemento, da uomini che avevano bisogno di questa opera fisica e simbolica per poter respirare a pieni polmoni. Respirare, sentire l´aria fredda entrare nella gola come un soffio liberatore. E il primo gesto non fu spargere sangue, come le rivoluzioni fanno sempre, ma la musica. La lotta per la libertà è sempre accompagnata dalla musica. La musica è l´espressione più pura - insieme con la donna - della bellezza. Bellezza, libertà, musica, donna si somigliano, sono quasi sinonimi. Mstislav Rostropovich, il grande meraviglioso violoncellista amico di Solgenitsin, improvvisò un concerto. Andò sotto ciò che restava del muro e inondò di armonie l´aria di Berlino, il mondo intero. Solo la musica, solo la bellezza poteva spiegare, penetrare, proporre l´essenza di quanto accadeva. Gli uomini e i popoli hanno dentro di sé una scintilla che i tiranni si illudono di aver spento, o di tenere a bada uccidendo o imprigionando nei lager".

E ancora: "La libertà e la democrazia erano diventate parole d´ordine dei movimenti rivoluzionari dell´Europa orientale. Strani movimenti rivoluzionari: senza armi, senza fucili. Ci sono due tipi di rivoluzione, abbiamo scoperto allora. Una d´assalto. L´assalto alla Bastiglia, l´assalto a Pietroburgo del Palazzo d´Inverno dello Zar Nicola. Una di assedio. La gente si raduna, cerca di parlarsi, di essere solidale ("Solidarnosc", cioè solidarietà), scrive testi dove comunica ciò che profondamente crede".

Sia l´assessore Volpi sia Renato Farina hanno lasciato ai ragazzi, 200 circa, un importante monito: "Il desiderio di libertà dell´uomo può essere schiacciato ma non cancellato. La tirannide si maschera sempre con l´ipocrisia. La caduta del muro ha rappresentato un avvenimento di gioia che ha coinvolto buona parte dell´Europa, ma non fu certo un cammino facile. La tirannide non è invincibile, ma alla violenza non si può ribattere con la violenza: la libertà si conquista con la solidarietà".