4 novembre: ´Gratitudine e onore´

 
Domenica 4 novembre la città si è raccolta nel cimitero comunale per celebrare la festa dell´unità nazionale ma soprattutto per ricordare i caduti in guerra. Nell´occasione è avvenuta l´inaugurazione del nuovo ossario dedicato ai chi ha perso la vita in battaglia.

Il discorso pronunciato dal sindaco Clemente Galbiati in occasione della celebrazione del 4 novembre:

Cari concittadini,

Celebriamo oggi, con la festa dell´unità nazionale, la giornata tradizionalmente dedicata alle forze armate della Repubblica. La ricorrenza che in questo giorno ricordiamo ci rimanda ad eventi grandiosi e, insieme, dolorosi della nostra storia. Quattro novembre significa per noi italiani la conclusione vittoriosa di uno sforzo durissimo che per la prima volta affratellò - fianco a fianco nelle trincee - giovani di ogni regione e di ogni ceto sociale, e per sempre cementò con il sangue di seicentomila caduti l´irreversibile scelta di un´Italia unita, finalmente ricondotta ai suoi confini.

Nessuno più di chi ha vissuto direttamente la guerra può testimoniare la sua enorme e tragica inutilità, le mostruose ingiustizie che essa scatena, i solchi incolmabili che essa spalanca tra i popoli.
Nella difesa della pace così come nella tutela dell´unità, della sicurezza e dell´indipendenza nazionale consiste dunque il fine ultimo delle forze armate, garanti e depositarie dei più alti valori spirituali e morali consegnatici dal sacrificio di tanti giovani.

Possiamo certamente concordare tutti sull´assioma che, per quanto critici si possa essere nei confronti della propria Patria, non possono mancare aspetti da condividere e di cui essere fieri! E le cerimonie di omaggio ai Caduti in Guerra, di tutte le Guerre, dovrebbero trovare il loro valore più alto e qualificante nell´identità e, conseguentemente, nello stringersi dell´intera collettività nazionale attorno ai riconosciuti simboli, senza distinzione.

Celebrare i nostri Caduti in Guerra vuole soprattutto dire ricordare tutti quanti, favorevoli o meno al conflitto, coscienti o meno del dovere che stavano compiendo, affrontarono, comunque, oltre a condizioni di vita durissime, la morte in battaglia per avere come premio una sepoltura il più delle volte senza neanche il nome. Non esiste, credo, virtù più dimessa ed eroica allo stesso tempo!

Di fronte al nemico il popolo italiano aveva preso coscienza che, oltre ai doveri, aveva acquisito anche dei diritti e, fra questi, il diritto alla riconoscenza della Nazione per sé e al ricordo dei Caduti.

"...in qualsiasi società vi saranno sempre dei doveri che esigono di essere compiuti fino alla morte e, dunque, chi sacrifica se stesso per esplicare un dovere è degno di onore...".

Si pensi a quanti, oggi, che pure sembrano essere giorni di pace, mettono quotidianamente a rischio la propria incolumità per garantirci sicurezza, tranquillità e benessere: i militari impegnati nelle diverse regioni del mondo in missioni di pace, le forze dell´ordine che ogni giorno, con scarsità di mezzi e uomini, affrontano le strade per garantire la nostra sicurezza. A loro va la nostra sincera gratitudine.

Concittadini, la storiografia e la tradizione attribuiscono all´odierna ricorrenza del 4 Novembre una valenza ampia e complessa, che va dalla Giornata dell´Unità Nazionale, a quella dedicata ai Decorati al Valor Militare, dalla Festa delle Forze Armate a quella dedicata ai Combattenti.

Nulla ci fu di più tremendo, per i fanti del primo conflitto mondiale, della macabra estetica della guerra di trincea, che obbligò migliaia di giovani, per ben 4 lunghi anni, ad una vita d´inferno.

Questa fu dunque la prima guerra mondiale: una lotta mai vista prima, caratterizzata dall´impossibilità a prevalere, che condusse quasi all´annientamento reciproco e combattuta, in condizioni disumane, da ragazzi poco più che ventenni.

A giudicare da una certa storiografia italiana l