25 aprile: memoria e saluti

 
La caduta del regime nazi-fascista fu per il popolo italiano una liberazione. Era il 25 aprile del 1945. Un conflitto che ha coinvolto 61 nazioni, provocato la morte di 55 milioni di persone tra militari e civili. Una guerra di una ferocia senza pari fino all´uso di armi di distruzione di massa mai viste fino allora, nella quale la popolazione civile fu coinvolta direttamente nei combattimenti e nelle rappresaglie e fu colpita soprattutto a causa dei bombardamenti aerei.

Anni in cui il mondo dovette assistere al più terribile dei crimini: la deportazione e lo sterminio di oltre 6 milioni di ebrei e di altri milioni di uomini e donne nei campi di concentramento nazisti.

Ma il coraggio, la forza, la volontà di riscatto e di difesa della nazione italiana dall´oppressione nazi-fascista spinse tanti uomini, donne e ragazzi di diversa formazione culturale ed ideologica, ad unirsi nel combattere per la libertà e la democrazia. La loro determinazione ci ha regalato una nazione nuova, ha permesso alle generazioni successive di vivere nella pace, ha riunificato l´Italia e gettato le basi per lo sviluppo della convivenza civile rappresentata dai valori fondamentali iscritti nella Costituzione, fino a giungere all´affermazione dell´idea di una Europa unita.

La Resistenza si espresse in molti modi. Ne furono primi protagonisti gli operai che scesero in campo contro la dittatura del marzo del ´43, astenendosi dal lavoro; i militari che dopo l´8 settembre si opposero alle forze che volevano sopraffarli, e i civili che in tante città si unirono a loro. Fu Resistenza quella delle centinaia di migliaia di militari deportati, che preferirono una durissima prigionia al ritorno in Italia al servizio della dittatura. Fu Resistenza la spontanea mobilitazione di popolo per salvare e proteggere militari e civili alla macchia, prigionieri alleati fuggiti dai campi, ebrei minacciati dallo sterminio.

Fu Resistenza la lotta armata delle unità partigiane e quella combattuta dalle unità ricostituite del nostro esercito: esse riscattarono l´onta dell´8 settembre.

Vorremmo che i nomi di tutti i caduti, di tutte le vittime delle stragi
compiute dalle forze di occupazione e della violenza della dittatura venissero ricordati a memento per le generazioni future. E´ il loro ricordo che ci dà ancora forza per affrontare i problemi del tempo presente, con spirito unitario, animati dal forte sentimento dell´amor di Patria. Rendiamo onore, in questa giornata, ai soldati alleati che a prezzo di perdite immense vennero per liberare l´Europa dalla tirannide.

La Costituzione è stata e rimane il principale riferimento civile che ancora oggi stabilisce le regole del nostro vivere civile come di un grande esempio di concordia. La nostra società nell´immediato dopoguerra, era solcata da profonde divisioni e da antagonismo ideologici, tra forze politiche diverse. Fu merito dei Padri della Repubblica di aver dato vita alla Costituzione con spirito concorde.

Oggi l´Europa è più libera, diventa un´occasione per costruire una democrazia che coinvolga per la prima volta gran parte dei suoi popoli. La sofferenza della seconda guerra mondiale, la liberazione dal nazi-fascismo e la caduta delle dittature comuniste hanno creato un´opportunità alle comunità europee.

Anche il 25 aprile e quindi la lotta contro la dittatura ha avuto bisogno, dopo tempo, di scoprire la verità. Molti fatti che sono stati in ombra, come le stragi delle Foibe e le vendette che hanno seguito la liberazione. Oggi è necessario avere coscienza degli avvenimenti in modo libero, se non sappiamo acquisire questa memoria allora la nostra libertà è ancora debole e la democrazia fragile.

Se possiamo oggi esprimere liberamente il nostro pensiero dobbiamo essere debitori e grati alla generazione che ha sconfitto la dittatura.

Ringrazio come consuetudine gli educatori delle nostre scuole che hanno parlato nelle loro classi del 25 aprile. Educare sig