Studio diossina: risultati tranquillizzanti

 
È uscito sull´autorevole rivista scientifica americana PLoS Medicine un articolo che riporta i risultati dello studio della funzione tiroidea nei nati nel periodo 1994-2005 nella zona interessata dall´incidente ICMESA di Meda del 1976 che causò la contaminazione con diossina di parte del territorio dei comuni di Seveso, Meda, Cesano Maderno, Desio e circondario, contaminazione risolta poi con successo come hanno verificato indagini condotte dalla Fondazione Lombardia per l´Ambiente.

La ricerca rientra nell´ambito degli studi tuttora condotti sulla popolazione dell´area contaminata al fine di cogliere ogni ricaduta sull´organismo umano della diossina e prevenirne i potenziali effetti nocivi.

Lo studio su PLoS è stato condotto da ricercatori del Dipartimento di Medicina dell´Ambiente e del Lavoro (diretto dal prof. Pier Alberto Bertazzi) di Università degli Studi di Milano e Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, in collaborazione con il National Cancer Institute degli USA.

I risultati hanno mostrato che i nati nella zona contaminata avevano, rispetto ai nati nella zona circostante, livelli significativamente più elevati dell´ormone TSH. Inoltre, maggiore il livello di diossina misurata nel sangue materno, maggiore il livello di questo ormone nel sangue dei neonati. Dopo lo screening neonatale i bimbi sono stati seguiti e per nessuno di essi si sono evidenziati successivi disturbi funzionali clinicamente rilevanti alla tiroide.

Ciò significa da un lato che la diossina è in grado di produrre segni di alterata funzione tiroidea anche a distanza di tempo dall´iniziale esposizione ma che, d´altra parte, queste alterazioni sono regredite e non portano ad alterazioni cliniche nei bambini interessati.

"I risultati della ricerca ci tranquillizzano  - sostiene il Sindaco Massimo Donati - e dimostrano la necessità di proseguire nella ricerca scientifica sugli effetti della diossina, anche come elemento di tutela e garanzia per la nostra comunità.

"Seveso - prosegue il Sindaco Donati - ha dimostrato, davanti all´incidente del luglio 1976, come la risposta di una comunità possa essere positiva e innovativa: il lavoro di bonifica realizzato insieme a Regione Lombardia e il Bosco delle Querce oggi parco regionale gestito direttamente dal Comune.

"È giusto, d´altra parte, che le ricerche continuino al fine di tutelare al massimo grado la nostra popolazione. Da questo punto di vista, però, è indispensabile il coordinamento tra gli Enti pubblici responsabili, Regione Lombardia, i quattro Comuni della zona interessata e un Ente di comprovata esperienza scientifica - conclude il Sindaco -. Ritengo che la Fondazione Lombardia per l´Ambiente abbia tra i suoi compiti istituzionali proprio questo obiettivo e, per questo, l´amministrazione comunale chiede fortemente un suo coinvolgimento attivo e diretto, così come proficuamente avvenuto in passato".