Dalla Grande Guerra alla Siria: cento anni di armi chimiche

 

Spesso pregiudizi affrettati e cattiva informazione portano l’opinione pubblica a pensare che la

Chimica apporti più danni che vantaggî all’umanità. C’è un caso però in cui il fine di nuocere all’uomo

e all’ambiente è del tutto deliberato e intenzionale: lo sviluppo e l'impiego delle armi chimiche.

Le notizie di cronaca internazionale hanno recentemente riportato alla ribalta la questione di un

potenziale utilizzo di aggressivi tossici, sia in zone di guerra,sia in attentati terroristici. La

crescente attenzione con cui gli organi di stampa se ne sono occupati, seppur talvolta in modo confuso,

dimostra che ancora nel XXI secolo le armi chimiche rappresentano una minaccia, anche psicologica,

tutt’altro che trascurabile.

La conferenza, tenuta dal Dottor Matteo Guidotti dell'Istituto di Scienze e Tecnologie Molecolari - CNR

Milano, intende passare in rapida rassegna le caratteristiche gli agenti chimici d’impiego bellico

maggiormente noti, con qualche nota relativa alla storia del  loro impiego (ricorre quest’anno il

centenario della fine della “orribile strage” provocata della Prima Guerra Mondiale) e alle convenzioni

internazionali che intendono contrastarne la diffusione.

Questa carrellata offrirà lo spunto per una  riflessione sul sempre delicato equilibrio tra Etica e

Scienza e per constatare, citando il premio Nobel per la Chimica Roald Hoffmann, che “non ci sono

molecole cattive, ma solo uomini malvagi.”
 

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