25 aprile nel segno della memoria

 

25 aprile 2006

 

Nella primavera del 1943 sei giovani furono processati e condannati a morte. Appartenevano al gruppo di resistenza tedesco la "Rosa Bianca".
La loro colpa era di aver scritto e distribuito sei volantini antinazisti.
Al di là del valore pratico della resistenza messa in atto dai ragazzi della "Rosa Bianca", ciò che va sottolineato è il valore etico della loro azione.
Questi giovani cercavano di suscitare nel popolo tedesco una forma di non violenza. La pericolosità dell´atto di dissenso per un regime totalitario e oppressivo rappresenta il maggior pericolo.

Non è la violenza che può spaventare i teorici dell´oppressione ma il pensiero che, finalmente libero, fa della disobbedienza arma di libertà.

Nel primo volantino essi, infatti, scrivevano:
Non c´è nulla di più indegno per un popolo civile che lasciarsi "governare", senza alcuna opposizione, da una cricca di irresponsabili dominati dai propri istinti. Non è forse vero che ogni onesto tedesco oggi si vergogna del suo governo? E chi di noi ha idea delle dimensioni dell´infamia che un giorno cadrà su di noi e sui nostri figli, quando sarà caduto il velo dai nostri occhi e saranno venuti alla luce i crimini più orribili, infinitamente superiori ad ogni misura? …. se i tedeschi, così privi di ogni individualità, sono ormai diventati una massa tanto insulsa e vile, allora davvero meritano la rovina.

Quest´anno nel commemorare l´anniversario della liberazione dall´occupazione tedesca e della fine della guerra civile con la caduta del fascismo abbiamo voluto ricordare la storia della "Rosa Bianca", un piccolo ma significativo episodio di resistenza avvenuto in Germania contro i nazisti. E´ una testimonianza di come la libertà sia un valore e una necessità così importante e unica per l´individuo da giustificare anche il sacrificio della propria vita.

Pier Paolo Pasolini affermava che se bisogna scegliere tra la realtà e il popolo è obbligo scegliere la realtà. Perché è solo così che si può partire per costruire una società migliore.

Quei giovani potevano stare zitti, adeguarsi alla massa del popolo che aveva sacrificato la libertà alla violenza e al male, potevano dormire sonni tranquilli e ottenere anche i vantaggi della loro posizione sociale. Così non è stato, hanno preferito essere uomini affrontando la realtà che li portò alla ghigliottina poche ore dopo la sentenza di condanna.

Abbiamo proposto giovedì scorso il film della loro storia e oggi pomeriggio inaugureremo, presso la scuola Leonardo Da Vinci, la mostra dedicata a loro.

Perchè serve oggi riprendere le storie di allora, essere qui questa mattina, testimoniare la memoria, ricordare la nostra storia?

Credo che sia la necessità di affermare che la vita umana viene prima di tutto, la sua dignità non può essere barattata per una qualsiasi ragione di Stato, per una ideologia, per un ideale di supremazia della razza, per utopico bene supremo.

Basta un individuo a cambiare i piani del male, a creare la speranza necessaria, a tenere aperta la possibilità della libertà. Questa forza pero deve necessariamente agire nella società, essere pubblica, non importa inizialmente da quanti è seguita, il suo valore simbolico può cambiare il mondo diventando un valore educativo.

I ragazzi della "Rosa Bianca" prima di essere anti-nazisti erano amici, coltivavano passioni comuni, esprimevano in definitiva un desiderio di bello e di libero che irrompeva nella loro vita e che chiedeva inesorabilmente il loro coinvolgimento e la loro responsabilità.

Ancora oggi questo impegno è utile a tutti noi, per questo non possiamo dimenticare ed esimerci dalla responsabilità di praticare esperienze di libertà, opere di libertà, relazioni umane che mantengano viva, nella storia, la libertà