68° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE

 
25 APRILE 2013

Un saluto a tutti i presenti: cittadini di Seveso, Rappresentanze istituzionali, associative e partigiane, studenti

Ma anche un ringraziamento.
Innanzitutto alle scuole di Seveso, agli insegnanti ed agli studenti, che hanno allestito presso l´ aula magna della scuola Media " Leonardo da Vinci " la bellissima mostra sul 25 aprile che invito tutti a visitare al termine della cerimonia.
E poi un ringraziamento a tutti voi perché è grazie alla vostra presenza, peraltro numerosa, che una data importante della nostra storia acquisisce valore, conquista senso profondo e diventa  commemorazione.
E questo è molto importante perché la conoscenza della storia non si identifica con la memoria, non sono la stessa cosa : la storiografia tenta di ricostruire con obiettività gli eventi ma solo la memoria agisce sulla coscienza. La storia è maestra solo quando riusciamo a tradurla in memoria, cioè a farla diventare parte integrante della nostra esperienza e coscienza.
E il 25 aprile è  il giorno della memoria, individuale e collettiva, il giorno in cui una tappa fondamentale della storia italiana è l´ occasione per commemorare sia quanti hanno pagato  un caro prezzo per la rinascita dell´ Italia sia per interiorizzarne i valori.

 Un giorno quindi che dobbiamo dedicare innanzitutto al ricordo di quei cittadini di Seveso come Ettore Fontana, Attilio Confalonieri, Pelucchi Carletto, Antonia Vago ed altri di cui magari non si rammenta più la storia che si sono opposti o sono morti per tener fede ad un credo, ad un dovere o perché travolti dalla guerra.
 Un giorno in cui commemorare le tappe essenziali della Resistenza che si sviluppò quando ¯ caduto il Regime Fascista il 25 luglio 1943 e firmato l´Armistizio con gli Alleati, reso pubblico l´8 settembre dello stesso anno ¯ le forze politiche antifasciste chiamarono a raccolta il popolo per cacciare i fascisti e i tedeschi.
Il 25 aprile 1945 ci fu la scossa decisiva e quel giorno è divenuto così il simbolo
del riscatto nazionale, al di là di ogni caratterizzazione di parte: non è solo la festa della Liberazione, ma anche quella della riunificazione d´Italia. Dopo essere stata per 20 mesi tagliata in due, l´Italia si riunifica, nella libertà e indipendenza.

Con la lotta di Liberazione l´Italia seppe rinascere come paese libero, indipendente, unito e democratico, fondato sui principi della pace, del lavoro, della solidarietà e della giustizia, che trovano consacrazione nella Carta Costituzionale.
Non dimentichiamo infatti che la nostra splendida Costituzione nasce allora e che essa è il vangelo della nostra Repubblica.

Infatti la Resistenza non fu un momento solo bellico, come magari si può pensare , ma un periodo di straordinaria elaborazione culturale e politica. Un periodo di grandi idee, in cui le migliori intelligenze del Paese si unirono per gettare le basi della ricostruzione morale e materiale dell´Italia. La Costituzione è stata il frutto migliore e più alto della Resistenza. Una Costituzione aperta, dinamica, progressiva, che reclama ancora di essere attuata nei tanti articoli che definiscono non come una possibilità ma come un dovere il compito dello Stato di garantire uguali possibilità, pari diritti, piena libertà, sviluppo sociale e dignità della persona. La Costituzione fu figlia del dialogo, del confronto, del compromesso tra i partiti.
In questa giornata, e oggi  più che mai, è necessario riaffermare i principi che stanno alla base di questa ricorrenza, perché anche se ci arrivano da un tempo che può sembrare lontano, sono più che mai vitali ed attuali.
Dalle macerie può rinascere una società più coesa, più libera, più giusta:  anche questo è il messaggio del 25 aprile e sta a noi renderlo vivo non solo ricordandolo ma sviluppandolo, sta a noi tradurre i fatti della  la storia in nozioni che possono influire sui nostri criteri di giudizio e di comportamento.
Solo così, credo,questa cerimonia non diventa una commemorazione stucchevole o solo formale ma un momento di utile riflessione, uno strumento culturale e di progresso.

C´è la crisi economica ¯ finanziaria, ci sono quasi 3 milioni di disoccupati, il 35% dei giovani senza lavoro, i precari, gli esodati, le fabbriche piccole e medie ma anche i negozi e le aziende artigiane che chiudono ogni giorno, il paesaggio devastato dalla speculazione:  ebbene, se abbiamo maturato nella nostra coscienza il messaggio del 25 aprile, proprio questo è il momento di guardare al futuro attingendo dal passato quei valori, incisi nella Costituzione, che soli possono darci la forza,l´orgoglio, la fiducia e la speranza di muovere verso il futuro.
Quei principi sono stati e devono restare la bussola che ci guida  e che ci sostiene nei momenti di difficoltà.
Concludo rammentando che il 25 Aprile ebbe meriti a cui tutti dovremmo essere sensibili. Penso ai morti della guerra civile e al significato simbolico che la Resistenza ebbe per la credibilità dell´Italia dopo la fine del conflitto. Penso soprattutto al fatto che i partigiani insorsero nelle città del Nord prima dell´arrivo degli Alleati e dimostrarono così al mondo, come ha ricordato il presidente della Repubblica, che gli italiani volevano essere padroni a casa loro. Se non vogliamo che anche questa pagina della nostra storia venga dimenticata, teniamoci stretto il 25 Aprile.

IL COMMISSARIO STRAORDINARIO
Dr.ssa Adriana Sabato

foto gentilmente concesse da Volpi Emanuele - New Photo Volpi

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